I doveri del venditore

Il Codice del Consumo prevede, ai sensi dell’articolo 130, che “il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene” e, ai sensi dell’articolo 132, per “il termine di due anni dalla consegna del bene”.

E’ bene sottolineare che la normativa regolata dal Codice del Consumo è inderogabile quindi per nessuna ragione il venditore può non dare la garanzia.

I termini di garanzia di due anni decorrono dal momento in cui il consumatore può verificare che il bene dallo stesso acquistato sia conforme al contratto.

La nozione di conformità al contratto può essere tradotta in questo modo: 1) idoneità all’uso normale, 2) idoneità all’uso particolare; 3) conformità alla descrizione fatta dal venditore o dal produttore; 4) qualità del bene corrispondente al campione od al modello presentato; 5) qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo.

RIPRISTINO DELLA CONFORMITA’ A TITOLO GRATUITO

In caso di difetti di conformità il venditore può effettuare la sostituzione o la riparazione del bene. Tali operazioni devono essere concesse a titolo completamente gratuito, e tutte le spese necessarie per rimediare al danno subito dal consumatore devono essere, pertanto, sostenute interamente dal venditore; il quale, in seguito, avrà la possibilità di farsi rimborsare dal produttore.

QUANDO LA GARANZIA NON PUO’ ESSERE CONCESSA DAL VENDITORE

La garanzia non può essere concessa dal venditore nei soli casi in cui sia (a) Impossibile riparare o sostituire il bene; (b) Il costo della riparazione è eccessivo rispetto al valore d’acquisto del bene. Nel caso si avverasse uno di questi due casi il venditore ha diritto di procedere alla restituzione del prezzo pagato dal consumatore invece di procedere alla riparazione o sostituzione del bene difettoso.

LA GARANZIA DEVE ESSERE EFFETTUATA ENTRO UN TERMINE CONGRUO

L’articolo 130, comma 5, del Cod. Cons. prevede che riparazioni e sostituzioni “devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene”